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Agosto 2020 - Distribuzione cibo Covid-19

Per contrastare l'emergenza data dal Covid-19 abbiamo distribuito cibo a Mata Escura.

Agosto 2020
Notizie dal Brasile

LETTERA AGLI AMICI E AMICHE ALL’ESTERO

Frei Betto

 

Care amiche e cari amici,

 

in Brasile si sta consumando un genocidio! Mentre vi scrivo, 16 luglio, il Covid-19, apparso da queste parti nel febbraio di quest’anno, ha già ucciso 76mila persone. Sono già 2 milioni le persone contagiate. Entro domenica prossima, 19 luglio, arriveremo a 80 mila vittime. È verosimile che in questo momento, mentre state leggendo questo mio drammatico appello, si raggiunga la soglia dei 100mila morti.

Quando penso che nella guerra del Vietnam, durata 20 lunghi anni, sono state sacrificate le vite di 58 mila militari statunitensi, mi rendo conto della gravità di quanto sta accadendo nel mio paese. Questo orrore è causa di indignazione e ribellione. E sappiamo tutti che le misure precauzionali e restrittive, adottate da tanti altri paesi, sarebbero state in grado di evitare un così elevato numero di perdite.

Questo genocidio non scaturisce dall’indifferenza del governo Bolsonaro. È intenzionale. Bolsonaro si compiace dell’altrui morte. Quando era deputato federale, durante un’intervista per la televisione, nel 1999, aveva dichiarato: “Con il voto, non cambierete niente in questo paese, niente, assolutamente niente! Purtroppo, qualcosa cambierà solo se un giorno inizieremo una guerra civile, svolgendo il lavoro che il regime militare non ha fatto: ossia uccidendo circa 30mila persone”.

Ha dedicato il suo voto a favore dell’impeachment della presidente Dilma, alla memoria del più noto torturatore dell’esercito, il colonnello Brilhante Ustra.

È talmente ossessionato dalla morte, che una delle sue principali politiche di governo è la liberalizzazione del commercio di armi e munizioni. Interrogato, sulla porta del palazzo presidenziale, se non fosse dispiaciuto per la morte delle vittime della pandemia, ha risposto: “Non credo a questi numeri” (27/3, 92 morti); “Un giorno moriremo tutti” (29/3, 136 morti); “E allora? Cosa volete che faccia?” (28/4, 5.017 morti).

Ma perché questa politica di morte? Fin dall’inizio, Bolsonaro dichiarava che l’importante non era salvare vite, ma l’economia. Da qui il suo rifiuto a decretare il lockdown, a recepire le linee guida dell’OMS, a importare respiratori e dispositivi di protezione individuale. È dovuta intervenire la Suprema Corte, delegando tali responsabilità a governatori degli stati e sindaci.

Bolsonaro non ha rispettato nemmeno l’autorità dei suoi stessi ministri della Sanità. Da febbraio il Brasile ne ha avuti due, entrambi dimessi per essersi rifiutati di adottare lo stesso atteggiamento del presidente. A capo del ministero c’è oggi il generale Pazuello, che non capisce niente in materia di salute; che ha cercato di occultare i dati sull’evoluzione del numero di vittime da coronavirus; che ha introdotto 38 militari a ricoprire importanti ruoli all’interno del ministero, senza che avessero le qualifiche necessarie; e ha cancellato le conferenze stampa quotidiane, attraverso cui la popolazione era informata e riceveva orientamenti.

Basterebbe enumerare qui i molti provvedimenti per destinare risorse in favore delle vittime e delle famiglie di basso reddito (oltre \100 milioni di brasiliani) mai messi in atto.

I motivi dell’intenzionalità criminale del governo Bolsonaro sono evidenti. Lasciar morire gli anziani, per risparmiare risorse della Previdenza Sociale. Lasciar morire i portatori di pregresse patologie, per risparmiare risorse del SUS, il Sistema nazionale sanitario pubblico. Lasciar morire i poveri, per risparmiare risorse destinate al programma Bolsa Família e agli altri programmi sociali rivolti ai 52,5 milioni di brasiliani che vivono in povertà, e ai 13,5 milioni che si trovano in situazione di povertà estrema (dati del Governo federale).

Non pago di tali funesti provvedimenti, il presidente ha ora stralciato, dal decreto emanato il 3 luglio, l’articolo che introduceva l’uso obbligatorio delle mascherine negli esercizi commerciali, nei luoghi di culto e nelle scuole. Ha inoltre eliminato l’obbligo di multa per il mancato rispetto delle norme e l’obbligo da parte del governo di distribuire mascherine ai più poveri, principali vittime del Covid-19, e ai detenuti (750mila). Tali emendamenti non annullano tuttavia le legislazioni locali che hanno già previsto l’uso obbligatorio delle mascherine.

L’8 luglio, Bolsonaro ha stralciato degli articoli dalla legge, approvata dal Senato, che prevedevano per il governo l’obbligo di fornire acqua potabile e prodotti per igiene e pulizia, l’installazione di internet e la distribuzione di beni di prima necessità, semi e attrezzi agricoli, ai villaggi indigeni. Ha inoltre cancellato i fondi per l’emergenza destinati alla salute dei popoli indigeni, oltre che per facilitare l’accesso di indigeni e popolazioni quilombola, al bonus emergenza di 600 real (circa 100 euro) per tre mesi. Ha ancora cancellato l’obbligo a carico del governo di offrire un maggior numero di posti letto negli ospedali, ventilatori e macchinari per l’ossigenazione del sangue ai popoli indigeni e quilombola.

Indigeni e quilombola sono stati decimati dalla crescente devastazione socioambientale, in particolar modo in Amazzonia.

Vi prego di divulgare al massimo questo crimine contro l’umanità. Bisogna che queste informazioni raggiungano la stampa dei vostri paesi, le reti sociali, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, e la Corte internazionale di giustizia dell’Aia, nonché le banche e le imprese che accolgono investitori, molto ambiti dal governo Bolsonaro.

Da molto prima di The Economist, sono solito chiamare BolsoNero il presidente – mentre Roma brucia, lui suona la lira, facendo propaganda alla clorochina, rimedio senza alcuna efficacia scientificamente provata contro il nuovo coronavirus. Ma i produttori sono i suoi alleati politici…

Vi ringrazio della vostra solidarietà e vi prego di divulgare questa lettera. Solo una pressione dall’estero potrà riuscire ad arrestare il genocidio che si sta consumando nel nostro amato e meraviglioso Brasile.

Fraternamente,

Frei Betto

 

Frei Betto è frate domenicano e scrittore, consulente della FAO e di movimenti sociali. 

 

Agosto 2020 - Progetto terminato

Finalmente, dopo il lockdown imposto dalla situazione Covid-19, siamo riusciti a terminare il progetto che sarà messo in funzione nei prossimi giorni!

 

Aprile 2020 - Il trasformatore

Abbiamo installato un trasformatore di corrente, ecco la lettera di ringraziamento che è arrivata da Padre Miguel.

 

Caro Attilio,

 

Em primeiro lugar quero te agradecer pela ajuda que mandou para a compra de pães na comunidade Paz e Vida. Não sei ainda o valor exato da troca em reais. Há um desconto no banco, mas deve ser mais de 11.000. Vou me informar com Amâncio. De qualquer forma cada dia são entregues 450 pães. Por enquanto fico somente com esta ajuda. A Acopamec lançou uma campanha para outras ajudas de alimentos e material de higiene, estendendo-se para outras famílias em Mata Escura e Calabetão. Vou continuar acompanhando a situação em Paz e Vida. Te mando notícias.

Adriana já te avisou que o transformador foi trocado. Agora estamos esperando o trabalho da instalação dos painéis. Vou entrar em contato com o cônsul na próxima semana. Não sei se sua equipe trabalha normalmente neste tempo do Corona vírus. Que desastre! Como na Itália muita coisa fechada e muitas pessoas sem trabalho e sem comida. E temos ainda um presidente maluco que atrapalha!!  

Espero que você e sua esposa não se exponham demais. Se cuidem. Como se diz aqui: fica em casa e se precisa sair usa máscara.

Um abraço,

Pe. Miguel 

 

Aprile 2020 - Emergenza Coronavirus

Su loro urgente richiesta abbiamo sponsorizzato una distribuzione di cibo a causa dell'emergenza Coronavirus presso la Favela Mata Oscura

 

Telefono:

+41 91 993 21 24

+41 79 621 33 12

Sede: 

Via Arbostora 16

CH 6913 Carabbia